Le pornographe (Brassens in italiano)
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"Mi scuseranno i puritani del brassensanesimo, ma non ho potuto resistere! "Il Pornografo" è una canzone di denuncia! Sottile quanto robusta, virile denuncia sociale! Quando Brassens scrisse questa canzone, intendeva denigrare il perbenismo borghese, le ipocrisie del clero, i facili moralismi dei benpensanti, dei benestanti. Tutto tipico della cara, buona, vecchia poesia brassensiana. Ed, ovviamente, non poteva mancare il sesso che, dalla naturalistica, proletaria purezza del suo culto, del non programmatico e indotto (se non dalla generosità della propria anima) "carpe diem" oraziano, si poteva anche trasfigurare in emblema di miseria e di morte, confluendo sovente nel tema della prostituzione, ricorrente in molti testi. Ma come poteva immaginare, lo zio Georges, che un giorno il sistema, col contentino ai rivoluzionari culturali e sociali, avrebbe trasformato la richiesta di un egalitarismo, in costrizione all'omologazione, quella di una maggiore laicità in definitivo annientamento della profonda res morale cristiana, e un'apertura alla tolleranza, ad un indiretto asservimento al più sfrenato e spersonalizzante edonismo? E allora, questa canzone di denuncia, oggi, merita forse una bella spolverata! Io credo che parlare ancora di grammofoni e bigotti, anzichè di televisione e pattume culturale, non possa che solleticare (e nascondere, ancor più) i più asettici nostalgici, o magari quei sessantottini che, arrotolate le bandiere, sono andati ad indossare la toga da magistrato già nascosta nell'armadio del "papi"! Oggi l'anticonformista è diventato chi il sesso non lo idolatra, no? E allora? Del resto, per chi desidera degustare il puro nettare della canzone originale, penso che una resa in italiano migliore di quella di Paolo Capodacqua, storico collaboratore del più noto Claudio Lolli, non sia proprio possibile! Per chi, invece, è screziato dal fatto che questo capolavoro della satira, oggi non riesca a disturbare più di tanto, legga (e ascolti) la nostra versione, la quale ha anche il pregio di dimostrare la grandezza della poesia di Brassens, profonda, ricercata, eppure così semplice, che basta invertire l'ordine di un po' di parole, che già la canzone diventa attuale, anche a decenni e decenni di distanza dalla sua stesura originale!" Salvo Lo Galbo
















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